LE MURA NELLA CONTRADA PARAPEZZA
Il percorso che conduce dal Museo al santuario di Marasà corre parallelo alle mura monte-mare che cingevano la città antica a nord-est. I primi resti che si incontrano, protetti da una tettoia, sono le fondazioni in blocchi di arenaria di un poderoso torrione quadrangolare di circa 9,60 metri di lato, costruito in età ellenistica a difesa dell’angolo delle mura in posizione avanzata rispetto ad esso, circostanza che ne ipotizza un uso come postazione di catapulte o altre macchine di lancio. Sono conservate le fondazioni, costituite da quattro assise di blocchi di arenaria locale. Si possono costeggiare le mura parallele alla linea di costa in direzione Centocamere e prendere visione della “porta portuense”, con il varco-canale per lo scorrimento delle acque riconoscibile per l’interruzione della regolare tessitura delle mura. Sono conservati i muri obliqui per incanalare l’acqua e la spina centrale, su cui forse poggiavano due archi di copertura. A brevissima distanza è visibile un’altra struttura in blocchi squadrati di arenaria, addossata alla cinta muraria, perpendicolare ad essa e protesa verso il mare, limite verso est del bacino portuale chiuso ad ovest da un analogo muro posto accanto alla cosiddetta porta “di Afrodite” di Marasà Sud a circa 200 metri di distanza verso Sud.