Sistema Museale Virtuale della

Magna Graecia

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Vedute
Fondazione sud est del sacello arcaico
Fronte orientale del sacello arcaico
Fondazione della peristasi arcaica
Basamenti arcaici
Peristasi del tempio ionico con la colonna
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Il basamento del tempio ionico di Marasà visto da monte

 IL SANTUARIO DI MARASA'

 

Oltrepassata grazie ad una passerella lignea la cortina muraria, si accede all’area del santuario di Marasą, del quale si individuano al centro il complesso dei resti delle molteplici fasi di costruzione del tempio, sul lato verso mare l’altare principale, addossati alla cortina muraria varie strutture, in parte oggetto di recenti indagini, in parte gią note.

I resti della stoą. Fra queste ultime, vi sono le fondazioni per il colonnato di una stoą, struttura porticata funzionale a dare riparo ai fedeli. Per il muro di fondo di questo lungo portico, messo parzialmente in luce per circa 14 m, fu sfruttata la cortina muraria, fino alla ristrutturazione di questa in etą ellenistica, quando presumibilmente la stoą venne demolita. Sono anche presenti due plinti di calcare, indizio dell’esistenza di una fila di colonne interna.

L’altare del tempio ionico. L’altare del tempio ionico si trova a circa 16 m ad Est di esso; la sua ubicazione si comprende tenendo conto che, secondo la ritualitą greca, i fedeli non potevano accedere all’interno della cella, per cui i sacrifici avvenivano all’esterno. Costruito con lo stesso calcare della struttura templare, presenta una mensa superiore di circa 12,80 x 2,60 m. Sul lato verso il tempio sono presenti dei gradini non previsti originariamente ma aggiunti in una fase successiva.

Basamenti ed altari arcaici. Accanto all’altare ora descritto vi sono le fondazioni in blocchi di arenaria di due presumibili altari di etą arcaica. A Sud della fronte del tempio arcaico vi sono, invece, dei basamenti sempre in arenaria, funzionali a sostenere offerte votive di pregio, ad esempio statue, oppure stele.

Il tempio arcaico. Le strutture di fondazione superstiti della prima (fine VII-inizi VI sec. a.C.) e della seconda fase (metą VI sec. a.C.) del tempio arcaico sono distinguibili perché le une sono in arenaria giallastra, le altre in calcare grigiastro.

Del tempio di prima fase si conservano: l’angolo sud-est del pronao con la fronte del tempio stesso, il gradino che permetteva l’accesso dal pronao alla cella, l’angolo nord-ovest della cella con il muro di fondo; č visibile sullo spigolo esterno la lesena angolare aggiunta in seconda fase .

Del tempio di seconda fase si conservano: la fondazione della peristasi, tre dei blocchi di base delle colonne che bipartivano longitudinalmente la cella, il muro di fondo dell’opistodomo, un tratto del lato ovest della peristasi e l’angolo nord-est di essa.  

Il tempio ionico. Il tempio ionico č stato oggetto di una sistematica spoliazione per riutilizzarne i blocchi di calcare, da cui si puņ ricavare calce, e pertanto si conserva solo un settore del basamento occidentale.

Lungo il perimetro corre la fondazione della peristasi, con due assise di blocchi sotto il piano di calpestio, tranne la risega dei superiori, e tre disposte a gradoni non funzionali ma tali da innalzare l’edificio, isolandolo grazie alla successione di linee orizzontali. In corrispondenza delle giunture dei blocchi sono visibili gli alloggiamenti delle grappe metalliche a doppio T per tenere uniti i blocchi. Del livello superiore, lo stilobate su cui poggiavano le colonne, rimangono solo due blocchi presso il braccio nord, uno dei quali presenta un piccolo incasso centrale (empolion) per il perno di innesto della base della colonna. L’estremitą inferiore di colonna conservata č stata rinvenuta abbattuta e ricollocata, dopo essere stata integrata in cemento, su un blocco moderno sostitutivo dello stilobate mancante. In un unico blocco sono ricavate la spira cilindrica modanata di 1,30 m di diametro, un toro a scanalature orizzontali, il fusto della colonna con 22 scanalature.

Il pavimento dello pteroma, lo spazio porticato tra peristasi e muri della cella, appoggia su muri di spina ad una sola assise; muri analoghi sostenevano il pavimento dell’opistodomo. Di quest’ultimo si conservano le fondazioni a due assise delle ante agli angoli verso monte e parte dello stilobate su cui poggiavano le due colonne che tali ante inquadravano, con l’empolion della meridionale.

A sinistra del blocco pił a monte emergono le tre superstiti lastre di calcare infisse nel terreno a rivestire una fossa votiva quadrangolare (bothros) scavata al centro del pavimento del tempio ionico.

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