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Cartina della Calabria

LA CITTA' TARDO ANTICA

 

L’area archeologica di contrada Quote S. Francesco. Poco lontano dal tratto sud-ovest dalle mura di cinta di Locri, nel comune di Portigliola, si trovano i resti del palatium, un grande edificio del V-VII sec. d.C. costruito presso il corso inferiore della fiumara di Portigliola. Pur rivestendo la stessa funzione di centro di gestione di un latifondo e residenza del suo ricco proprietario, il palatium si distingue dalle villae imperiali romane per una nuova concezione architettonica, rispondente alle esigenze difensive dettate dal difficile momento storico: esso è, infatti, costituito da un corpo di fabbrica compatto sviluppato su due piani, quello inferiore utilizzato per magazzini e stalle, quello superiore per gli ambienti residenziali.
E’ ben conservato per circa 4 m di altezza il muro perimetrale in opera cementizia con riutilizzo di blocchi di calcare da edifici greci; all’esterno si aprono quattro monofore, mentre all’interno vi sono dei fori per i travi che sostenevano il pavimento del piano superiore, appoggiato su arconi di cui sono visibili i pilastri di imposta addossati alla parete.
All’edificio abitativo era annesso un monumentale impianto termale, a testimonianza della potenza economica ancora goduta dal proprietario terriero qui residente. E’ ben visibile un ambiente circolare in posizione centrale, originariamente dotato di suspensurae, ovverosia un pavimento sopraelevato su colonnine di laterizi in modo che rimanesse dello spazio sottostante dove poteva circolare l’aria calda che assicurava il riscaldamento dell’ambiente stesso. L’aria calda giungeva attraverso gallerie di cui sono conservate le aperture ad arco sulle pareti, collegate a forni alimentati a legna e carbone di legna.

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