SALA 3
La sala 3 è dedicata all'area sacra in località Cofino. L'area sacra in località Cofino sorgeva presso un'altura ed era incentrata su un edificio di culto edificato sulla sommità. Dislocata lungo il tracciato murario, tale area era servita d una via sacra intercettata grazie alla lettura delle foto aeree, la quale assicurava il collegamento fra città passando oltretutto attraverso l'altra area sacra individuata in località Scrimbia. I pochi resti di tale tempio, identificati presso la via per il Cimitero (strada di Croce della Nivera) da P. Orsi nel 1921, sono oggi interrati. Costruito tra la fine del V e l'inizio del IV secolo a.C., esso era circondato da una peristasi di colonne e presentava una cella allungata dotata di colonne sulla fronte. I resti delle colonne attestano l'uso dell'ordine ionico, cui rimandano anche i frammenti della decorazione architettonica lapidea risalente ad un rifacimento del tetto tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C.; si tratta di sime per le falde del tetto con gocciolatoio a testa leonina e coronamento a palmette e fiori di loto acroteriali esposte al Museo Nazionale di Reggio Calabria. La ripresa delle indagini da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria tra gli anni 1974-1992 ha permesso l'individuazione di una serie di strutture a Nord-Ovest del tempio: un piccolo edificio quadrato destinato o al culto (sacello) o a custodire offerte di valore (edicola tesauraria); dei basamenti per altari e offerte; un muro con funzione di terrazzamento ma al contempo di delimitazione dell'area sacra. Questa fase edilizia di fine IV secolo a.C., insisteva su fosse votive ricolme di ex-voto databili tra VI-V secolo a.C. e nel pieno V secolo a.C. A Sud-Ovest del tempio il rinvenimento di un deposito di IV sec. a.C. di terracotte riconducibili a Demetra, testimonia l'affermarsi del culto di tale dea accanto a quello originario tributato alla figlia Persefone. A est di questa favissa è stato, infine, individuato un nucleo di strutture abitative in vita dal II al V sec. d.C., che fanno supporre come l'area del Cofino, a seguito della deduzione della colonia romana nel 194 a.C., fosse stata adibita ad altra funzione.
La sala 3 ospita, inoltre, i reperti relativi all'area sacra in località Cava Cordopatri. Presso l'altura in località Cava Cordopatri, già Contura del Castello, a nord est del Castello, P. Orsi nel 1917 rinvenne l'estremità occidentale dell'assisa di fondazione in blocchi di calcare di un piccolo edificio di culto, entro un'area sacra databile, grazie al materiale rinvenuto, tra la fine del V e il III sec. a.C. L'anno precedente erano stati, tuttavia, recuperati degli elementi architettonici, reimpiegati nel vicino Convento dei Cappuccini, tali da far supporre ad Orsi l'esistenza di un tempio di maggior impegno, ipotesi che si può supportare sulla base della stessa posizione strategica del santuario, prossimo alle mura di cinta urbiche, quasi a rappresentare una difesa, e ben visibile sia dal mare sia dall'entroterra montuoso. Si segnala una sima per le falde del tetto ornata da un sovrapporsi di decorazioni di dimensioni ridotte, arricchite dalla policromia, che non trova confronto in Magna Grecia (metà V sec. a.C.).