Sistema Museale Virtuale della

Magna Graecia

Cerca nel sito Mappa del sito       English Regione Calabria Comunità Europea
Reperti
Testa di acrolito
Statuetta di Apollo

SALA 26 - KRIMISA

 

La città di Krimisa è citata dalle fonti letterarie fra quelle fondate, nel territorio di Crotone, dall’eroe omerico Filottete durante le sue peregrinazioni a seguito della guerra di Troia. Gli archeologi l’hanno ubicata nel comprensorio di Cirò Superiore, dove è attestata una lunghissima frequentazione dall’età del Ferro, allorquando vi era insediato un gruppo di Enotri, passando per una fase caratterizzata dalla presenza di Greci, ad un’occupazione da parte degli italici Brettii ed infine da parte dei Romani.
Nell’edificio templare scavato da P. Orsi nel 1924 sul promontorio di Punta Alice nei pressi di Cirò Marina è stato, invece, identificato il tempio di Apollo Aleo sempre ricordato dalle fonti come luogo dove Filottete avrebbe lasciato in dono al dio il proprio arco con le frecce.
Il tempio fu innalzato attorno alla metà del VI secolo a.C. e poi riedificato agli inizi del III; in tale occasione gli ex-voto di maggior pregio furono deposti al di sotto del piano della cella, e a questa circostanza si deve la loro conservazione sino ai giorni nostri.
Nella vetrina 62 sono esposti alcuni di questi doni votivi, databili per lo più nella seconda metà del IV sec. a.C., fra i quali un diadema e decorazioni da applicare a vesti in oro, bracciali in argento, anelli in bronzo, due piccole statuette del dio Apollo con l’arco e la patera, sia in oro sia in bronzo. L’oggetto più antico risulta un idoletto a figura maschile stilizzata, prodotto in ambiente indigeno nella seconda metà dell’VIII sec. a.C.
Al centro della sala è collocato il reperto più importante, la testa in marmo greco appartenente alla statua di culto di Apollo. Tale statua, alta circa 2 m e raffigurante il dio verosimilmente seduto ed intento a suonare la cetra, era realizzata con la tecnica dell’acrolito, applicando testa, mani e piedi in marmo ad un’impalcatura di legno rivestita di stoffe pregiate in modo da suggerire busto ed arti.
La testa, che va immaginata completa di capigliatura applicata, occhi inseriti e colore sull’incarnato e le labbra, rivela un’ ispirazione del grande scultore ateniese Fidia e si data attorno al 440-430 a.C.
Nella vetrina 61 sono esposti i piedi, originariamente dotati di sandali con corregge in cuoio o in metallo, e la sola mano superstite, anche se frammentata, la sinistra.
E’ anche presente una parrucca in bronzo, che non appartiene alla testa esposta ma ad un’altra statua del dio più antica (475-450 a.C.).
Completano la documentazione relativa al santuario di Krimisa alcuni elementi della decorazione architettonica in terracotta del tetto del tempio nella fase arcaica, nonché un nutrito gruppo di antefisse fittili pertinenti anche ad altri edifici sacri presenti nell’area nelle varie fasi di utilizzo.

HOME