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Reperti
Museo Provinciale di Catanzaro

INFORMAZIONI GENERALI 

 

Inaugurato per volontà della Commissione di Antichità e Belle Arti istituita dal Consiglio generale della Provincia nel novembre del 1863, il Museo Provinciale di Catanzaro nasce il 4 maggio 1879. Luogo di studio e di incontri per appassionati e cultori esso divenne ben presto meta ambita di studiosi e viaggiatori (Norman Douglas, Giuseppe Orioli, Corrado Alvaro, Giuseppe Bottai, Edoardo Galli, Paolo Enrico Arias). La direzione annovera tra i nomi illustri quello del Marincola Pistoia, primo direttore generale, quello di Oreste Dico, di Alfonso Frangipane e di Antonio Pelaggi, responsabile della struttura catanzarese per oltre un cinquantennio. Costituito dal principale nucleo della “Collezione Foderaro”, che include numerosi reperti preistorici dal comprensorio provinciale, esso raccoglie anche un copioso numero di monete (circa 8000) e di quadri (200).

La riapertura al pubblico il 4 maggio del 2001 ha sancito la definitiva strutturazione del complesso divenuto Museo Archeologico.

 

LE COLLEZIONI

Tra le pregevoli collezioni possedute dal Museo Provinciale di Catanzaro si segnala, in particolare, la raccolta di materiale preistorico e protostorico formatasi, in parte, grazie all’acquisizione di collezioni private costituitesi nel XIX secolo in seguito a scavi e rinvenimenti fortuiti. Esaustiva è la ricca collezione di reperti archeologici pervenuti dai territori di Crichi, Tiriolo e Petelia.

Da Crichi proviene una serie interessante di reperti da contesti sepolcrali dell’età del Ferro (bracciali, fibule, fermatrecce, armi e punte di lancia).

Appartiene al nucleo brettio di Tiriolo il prezioso elmo bronzeo rinvenuto, sul finire del XIX secolo, in località “Donnu Petru” e databile entro gli ultimi decenni del IV secolo a.C.

Il centro brettio-lucano di Petelia, particolarmente florido in età imperiale romana, è rappresentato da un gruppo di frammenti bronzei venute alla luce in varie campagne di scavi effettuati tra il 1879 ed il 1894 e facenti parte di una statua in bronzo di Manius Megonius Leo (metà del II sec. d.C.), esponente della famiglia dei Megoni, latifondisti locali già menzionati in un gruppo di epigrafi incise su basi onorarie in marmo conservate nella cittadina di Strongoli.

Pregevoli anche i reperti provenienti da Crotone tra cui tre teste, due femminili ed una maschile di epoca romana e due iscrizioni marmoree.

Particolarmente significativa è, inoltre, la collezione numismatica formatosi nel 1879 e costantemente arricchitasi nel corso degli anni. Tra le 8000 monete attualmente conservate meritano una particolare menzione il gruppo di monete di età greca provenienti da tutta la penisola, il nucleo valutario di età romana che raccoglie monete di età repubblicana ed imperiale e la collezione di valute bizantine che offre una scelta selezionata di nominali di epoche diverse. A questi si aggiunge la copiosa raccolta di monete di età normanna e sveva estremamente esemplificative per lo studio della circolazione monetaria della Calabria antica.

 

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