GERACE E STILO
GERACE
La cittadina di Gerace è posta sulle colline del versante orientale dell'Aspromonte a circa 480 metri sul livello del mare, in una posizione panoramica di particolare bellezza in quanto è possibile vedere la vallata che ospita le Terme di Antonimina da una parte, ed il Mar Ionio dall'altra parte. Gerace è considerata una delle più belle cittadine artistiche della Calabria, conservando non solo uno splendido centro storico in cui le case presentano ancora intatti gli antichi stili architettonici Gotico, Bizantino, Normanno e Romanico, ma conserva opere d'arte che ne testimoniano l'importanza storica e culturale. S'ipotizza che i coloni greci provenienti dalla Locride, fondata sulla costa ionica la polis di Locri Epizephiri (che raggiungerà il suo massimo splendore nel V sec. a.C.), abbiano, con un piccolo insediamento, occupato anche la rupe su cui in seguito sorgerà la città di Gerace. Il nome Gerace deriverebbe secondo alcuni studiosi da una corruzione del greco "aghia kiriaka" (Santa Ciriaca) mentre per altri dal termine "Ierax" che vuol dire sparviero. Narra infatti un'antica leggenda che nel 915 uno sparviero guidò sul pianoro i superstiti dell'eccidio avvenuto a Locri in seguito ad una tremenda incursione dei Saraceni. Lo stemma comunale, a testimonianza di ciò, reca ancora oggi come simbolo uno sparviero. Secondo un'altra ipotesi, invece, il toponimo deriverebbe dal termine greco: "Jerà akìs" (vetta sacra). Resta il fatto che il nome del borgo compare per la prima volta come realtà a sè stante intorno al 798 quando Gerace fu fondata dai Locresi costretti ad abbandonare la patria per sfuggire al pericolo saraceno nel IX secolo. Una frequentazione del luogo già in età pre-ellenica è una probabile ipotesi, dati i risultati di recenti scavi archeologici che hanno portato alla luce tombe preistoriche dell' età del bronzo.
Importante centro bizantino, nel 1062 la cittadina entra a far parte del dominio normanno; è feudo dei Caracciolo dal 1348 al 1457, anno in cui passa al Demanio, rimanendovi fino al 1473. A partire da questa data fino al 1502 è posseduta dagli Aragonesi e in seguito dalla famiglia De Cordova che la detiene fino al 1558; passa poi a Tommaso De Marinis fino al 1574 e infine ai genovesi Grimaldi che la posseggono in feudo fino al 1806, anno dell' evasione della feudalità.
STILO
Le origini di Stilo sono collegate alla distruzione di Caulonia operata da Dionisio di Siracusa. La città venne, infatti, fondata probabilmente sui ricordi dell'antica colonia magno-greca di Caulonia (nei pressi dell'odierna Monasterace Marina), intorno al VII secolo. Fu, infatti, l'ultimo propugnacolo della polis presso il Promontorium cocyntum, quando ancora l'odierna cittadina prendeva il nome di «Stilida». Gli abitanti furono costretti ad abbandonare il litorale e a ritirarsi sopra il capo di Stilo e, successivamente, alle falde del Monte Consolino, perchè solo esso poteva costituire luogo sicuro e rifugio tranquillo, man mano che infuriavano lungo tutta la costa jonica i sanguinosi saccheggiamenti saraceni. L'esistenza del centro, nel primo millennio dopo Cristo, è confermata dalla notizia della storica battaglia tra le truppe di Ottone II di Sassonia e gli arabi e i bizantini, avvenuta lungo il fiume Stilaro il 13 luglio del 982, precisamente nella zona tutt'oggi denominata Vinciguerra. Ma la vera storia di Stilo ebbe inizio nel periodo della seconda ellenizzazione ad opera dei bizantini, e poi sotto la dominazione normanna; durante tale periodo, infatti, la cittadina crebbe rapidamente d'importanza tanto che dal X secolo divenne il centro bizantino più rilevante della Calabria meridionale. Fu anche autonoma in economia per la ricca produzione mineraria, che si rinvigorì nei periodi successivi a quello della dominazione normanna. Rimane memorabile la sua resistenza ai Normanni e la tenace fedeltà agli Angioini che ne fecero uno dei castelli più importanti della regione. Con i suoi casali di Guardavalle, Camini, Stignano, Riace e Pazzano rimase nel demanio regio anche al tempo degli Aragonesi. Fu danneggiata dal terremoto del 1783. Al tempo della Repubblica Partenopea il generale Championnet, incaricato di procedere all'ordinamento amministrativo dello Stato, considerava Stilo comune del cantone di Satriano. I francesi per la legge del 1807 ne facevano un capoluogo di Governo comprendente i luoghi di Pazzano, Campoli, Placanica, Stignano, Camini, Riace e Bivongi. Per il riordino, effettuato per decreto il 4 maggio 1811 istituito dai comuni, Stilo veniva posto a capo di un circondario (istituito per lo stesso decreto con giurisdizione) sui comuni di Pazzano, Placanica, Stignano, Camini, Riace, Bivongi e Monasterace.