CORIGLIANO CALABRO, LOC. MANDRIA DEL FORNO
TOMBA DI IV SEC. a. C.
Nell’agosto del 1971 è stata scavata una tomba terragna, sita in località Mandria del Forno, di proprietà del sig. Francesco Scilingo, nel comune di Corigliano Calabro.
Gli oggetti del corredo sono stati trovati frammentari e dispersi, insieme a numerosi frammenti di tegole e lastroni, in un’area di ca 5,50 mt., in senso E-O, e 3 mt., in senso N-S.
L’area si trova ai margini di una zona occupata da fattorie o piccoli insediamenti che vanno dall’epoca ellenistica a quella romana, nelle cui vicinanze gli abitanti seppellivano i loro morti, forse vicino a qualche piccolo santuario campestre.
L’insieme degli oggetti rinvenuti appartiene ad una deposizione sepolcrale piuttosto povera, databile alla fine del IV a. C. e da ricollegare ad un piccolo insediamento dipendente dalla città di Thurii.
Gli oggetti, dopo il restauro, sono stati conservati presso il Museo Archeologico della Sibaritide.
Il corredo, privo di oggetti metallici, si componeva di busti plastici in terracotta, ceramica a vernice nera e vasellame a figure rosse. Il busto più integro rappresenta una figura femminile con capigliatura a riccioli sulla fronte con nodo al centro. L’acconciatura è tenuta ferma da un fazzoletto legato al centro ed aperto al culmine, così che ne spunta un ricciolo, orecchini a settori, collana a ghiande pendenti da sfere. Due fori passanti, probabilmente per sospensione si trovano subito dietro il nodo sulla fronte ed era aperto inferiormente.

Figura 1. Corigliano Calabro, Mandria del Forno, busto femminile in terracotta (seconda metà del IV sec. a.C.)
La ceramica a vernice nera è rappresentata da tre kylikes ed un frammento di grosso piede svasato, sagomato con base concava pertinente ad un vaso chiuso.
Del vasellame in ceramica italiota a figure rosse ricordiamo: una lekane completa di coperchio, in cui è raffigurato il giudizio di Paride, due skyphoi, un’oinochoe trilobata a corpo ovoide con decorazione a pannello, frammenti di vasi chiusi decorati con figure rosse, un lebes gamikos frammentario, e poi vari frammenti pertinenti a skyphoi, vasi chiusi, lekanai, oinochoai.

Figura 2. Corigliano Calabro, Mandria del Forno, vaso a figure rosse con figure femminili (seconda metà del IV secolo a.C.)
Il corredo non si differenzia dalle deposizioni coeve della zona. I vasi figurati sono di provenienza campana dell’ultimo quarto del IV a. C., soltanto una lekane potrebbe provenire dalla Sicilia. La vernice nera è, invece, di produzione locale. Per il busto più completo si è ipotizzata una produzione locale, la presenza dei due fori dietro indica una sospensione dell’oggetto per scopo ornamentale, che, poichè aperto inferiormente, non era stato usato come contenitore delle ceneri della defunta. Questo rappresenta un elemento di novità poichè oggetti dotati di fori venivano, generalmente, usati, in funzione dedicatoria e votiva, in contesti sacri.