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Reperti nei Musei
Cariati. L'oppidum di Pruija ed il sito della tomba a camera di un capo guerriero brettio.

CARIATI

 

TOMBA A CAMERA IN LOCALITA' SALTO

La tomba, scoperta nel dicembre del ’78 durante lavori di aratura meccanica e scavata dalla Soprintendenza della Calabria nel febbraio del ’79, era posta sulla sommità di un poggio denominato Salto, ultima propaggine della collina Cozzo del Salto che domina la pianura costiera.
La superficie esterna della tomba a camera occupava un rettangolo di 4,45mt.x4,20mt., l’apertura era rivolta a sud-est ed era chiusa da quattro blocchi di arenaria posti l’uno sull’altro e poggianti su un acciottolato. L’accesso era reso possibile da un breve corridoio rettilineo, lungo 0,98 e largo 0,84, le pareti della camera si presentavano costruite da grandi blocchi parallelepipedi di arenaria di varie dimensioni e completate da schegge di ciottoli, posti fra i blocchi.

 

Cariati. Planimetria della tomba a camera di località Salto. - Clicca per ingrandire

 

Figura 1. Cariati. Planimetria della tomba a camera di località Salto.

 

La parete di fondo era costruita con un unico blocco di arenaria. La parete sud-est era più lunga in quanto formava un lato del corridoio di accesso. Poichè il piano pavimentale della camera presentava una pendenza, l’altezza delle pareti variava da 1,75mt. della parete di fondo ad 1,90mt. della parete sud-ovest. I lati lunghi della camera erano coronati da due mensole in pietra sagomate a quarto di cerchio, che sorreggevano i lastroni della copertura, collocati in risieghe visibili sulla superficie esterna delle stesse mensole. La copertura della tomba era composta da sei lastroni in arenaria bruna dalle dimensioni variabili, che poggiavano sulle pareti perimetrali della camera. Intorno alla camera era stato posto un vespaio di ciottoli di fiume che aveva la funzione di drenare le acque piovane.
All’interno  della tomba sono state trovate due pietre poste sul piano pavimentale, quasi a separare  la camera dal corridoio, altre due pietre sono state poste sull’asse lungo della camera, delimitavano forse, l’area in cui era stato deposto il corpo.
La tomba era intonacata internamente con un intonaco grossolano, posto direttamente sui blocchi, a cui ne era stato sovrapposto uno più sottile. Il lato sud-ovest si presentava dipinto con campiture di colore rosso, separate da cinque strette fasce verticali di colore giallo, nero e bianco.
La tomba ospitava un personaggio potente all’interno della comunità brettia del luogo, sia la struttura architettonica monumentale della tomba che la presenza dell’affresco, riservato a tombe appartenenti a rappresentanti del ceto dominante, che il ricco corredo sono il segno evidente di questo potere.
Dalla composizione del corredo si evince anche il ruolo che quest’uomo rivestiva all’interno della sua comunità: la panoplia lo connota, infatti, come un guerriero, probabilmente un cavaliere. L’ armatura era costituita da elmo, corazza e spada in ferro a lama ricurva. La presenza di più cinturoni è invece da considerarsi come un bottino di guerra ed attesta il valore ed il coraggio con cui il defunto si era distinto in battaglia.
Altro fattore di potenza e prestigio è rappresentato dal richiamo, attraverso alcuni oggetti, all’ideologia funeraria greca: lo strigile in piombo e la raffigurazione  del giovane atleta  sul lato A dell’anfora apula sono un chiaro riferimento all’ideale greco della palestra. La presenza del vasellame per il simposio rappresenta, anch’esso, un chiaro riferimento ad un altro punto cardine dell’ideologia funeraria greca. Nel corredo compaiono, infatti, l’anfora, il  cratere, le  brocche, il  kantharos, gli skyphoi e  il diadema. Quest’ultimo rappresentava un segno distintivo che, in ambiente italico, coronava la testa del capo durante il banchetto.
Tipicamente italico è, invece, l’uso di deporre nelle tombe busti fittili ed oggetti  riferibili alla vita domestica ed in particolare, in ambiente brettio, al consumo delle carni, come alari e spiedi in ferro o in piombo. Nel caso di Cariati questi oggetti erano in piombo, ed essendo, quindi, defunzionalizzati, simboleggiavano il potere del defunto nell’ambito familiare anche dopo la morte.
I frammenti di busto fittile provenienti dalla tomba sembrano appartenere ad una statua maschile a tutto tondo. 
La tomba di Cariati rappresenta uno dei primi casi noti di monumenti noti appartenenti ad individui della classe dominante del popolo Brezio dopo la tradizionale data di scissione di questo dai Lucani, avvenuta nel 365 a. C.

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