PALMI
IL POPOLAMENTO DEL BACINO DEL MÉTAUROS IN ETÀ ANTICA
Incuneato tra coste scoscese a picco sul mare ed impervie propaggini aspromontane il territorio a sud del fiume Petrace (l’antico Métauros) fu interessato fin dall’ Età del Bronzo medio (XVII-XIV sec. a.C.) da intensi circuiti di scambi intrattenuti tra le comunità prelleniche stanziate lungo il segmento tirrenico a ridosso dello Stretto ed altre aree del Mediterraneo orientale ed occidentale (Fig. 1).

Figura 1. Il sistema di popolamento nel territorio a sud del Métauros
Per l’età coloniale il territorio, partecipe della fondazione zanclea di Metauros e dei circuiti di scambio che interessavano l’area dello Stretto e le immediate adiacenze coinvolte in un intenso processo di omogeneità culturale, ha offerto livelli archeologici scarsamente documentati da sporadiche testimonianze di età arcaica e classica. Consistenti, invece, le tracce riferibili ad età ellenistica quando il segmento tirrenico compreso tra il litorale e l’entroterra aspromontano assunse caratteri autonomi per la presenza di gruppi italici che, in base alla documentazione epigrafica e letteraria è possibile identificare con la popolazione dei Taureani indicati come Aurunci da Catone (fr. Peter2). Attivamente coinvolti nello sfruttamento sistematico delle risorse economiche offerte dal territorio essi furono i principali artefici di un modello di popolamento autonomo e sistematico documentato dai centri abitati messi in luce nel territorio di Oppido Mamertina in località Mella e lungo il litorale costiero, sul pianoro di Taureana di Palmi (Fig. 2).

Figura 2. Palmi. Loc.tà Taureana. Veduta del pianoro.
A partire dalla fine del II sec. a.C. l’area, partecipe dell’intensa colonizzazione attivata dai Romani nel bacino sud-occidentale del territorio calabro, fu soggetta ad una complessa riorganizzazione sistematica dei suoli affidati ai coloni; alla fine del bellum sociale si ascrive la concessione della cittadinanza romana agli italici ed italioti ammessi tra le file dell’esercito romano. La definizione su larga scala dell’abitato secondo un impianto urbanistico regolare e la costituzione di un imponente complesso santuariale di età tardo-repubblicana sanciscono l’identità urbana della Taureana romana attestata dalle fonti letterarie (Plinio, Pomponio Mela, Anonimo Ravennate, Guidone) e dagli itinerari antichi (Tabula Peuntingeriana).
IL PIANORO DI TAUREANA: LA FASE ELLENISTICA
Alle indagini sistematiche condotte negli ultimi decenni nel territorio a sud del Petrace si deve la puntualizzazione della sequenza cronologica dell’occupazione dell’ampio terrazzo costiero di Taureana in relazione all’esistenza di un abitato brettio documentato con certezza dalla seconda metà del IV sec. a.C. fino alla fine dell’età repubblicana (Figg. 3-4).
Figura 3. Palmi. Il pianoro di Taureana

Figura 4. Palmi. Pianoro di Taureana con segnalazione delle principali emergenze archeologiche
Alle sporadiche testimonianze di età arcaica e classica (tra cui si segnala il rinvenimento di ceramiche coloniali da loc.tà Petrosa connesse al probabile uso cultuale di una massicciata in pietra), (Fig. 5) fanno seguito consistenti tracce riferibili ad età ellenistica quando l’ampio pianoro riceve una organizzazione urbanistica con caratteri di regolarità ad opera dei Taureani, gruppi italici staccatisi dell’originario ceppo sannita e dagli stessi Lucani (Strabone 5,3, 1: 228). Il quadro complessivo di sintesi che emerge dalle indagini condotte nell’area è reso esplicito dalla fase di occupazione brettia documentata su un’ampia fascia di territorio compreso tra il litorale tirrenico (loc. Mella di Oppido Mamertina e loc. Taureana di Palmi) e le zone preaspromontane (loc. Torre Cillea di Castellace). Fondamentale per l’approfondimento dei livelli di vita dei gruppi italici è la ricerca attivata sul pianoro di Taureana sede di un abitato brettio (fig. 6), attivamente partecipe delle dinamiche storico-insediative che interessarono il territorio in età ellenistica (fig. 7).
Figura 5. Palmi. Loc. Petrosa. Frammenti di materiale ceramico ascrivibile ad età greca
Figura 6. Palmi. Loc. Taureana. Strutture abitative. Fase ellenistico-romana

Figura 7. Apografo del bollo con etnico dei Taureani
Strutture murarie pertinenti a due differenti fasi edilizie parzialmente edificati su livelli di età protostorica (fig. 8), muri realizzati con frammenti di laterizi, pareti di anfora e pietrame legati con malta di terra, secondo tecniche edilizie in uso in strutture abitative individuate in altri centri coevi (Caulonia, Locri), piani di calpestio costituiti da un battuto di argilla e pietrame su uno strato preparatorio di frammenti ceramici, un focolare costituito con tegole poste di piano (fig. 9) restituiscono un profilo significativo della prima fase di vita (seconda metà del IV-III sec. a.C.) dell’insediamento brettio di Taureana (fig. 10).

Figura 8. Palmi, loc. Taureana. Abitato: panoramica delle strutture abitative pertinenti alla prima fase dell'insediamento italico (seconda metà del IV-III sec. a.C.)

Figura 9. Palmi. Loc. Taureana: abitato italico. In primo piano: focolare ascrivibile alla seconda metà del IV-III sec. a.C.

Figura 10. Palmi. Loc. Taureana: vasellame a vernice nera dall'abitato di età ellenistico-romana
L’OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO IN ETÀ ITALICA
Interessanti indizi sul sistema di popolamento dell’area a Sud del Métauros in età italica giungono dai siti di Monte Terzo e Cropo disposti sul limite meridionale dell’ampia piana di Gioia Tauro compreso tra l’attuale centro abitato di Palmi ed il corso del fiume Petrace. L’insediamento di Monte Terzo, ubicato in posizione ben difesa su una spianata sommitale di un’altura che domina visivamente la costa e la vallata fluviale, ha restituito una particolare concentrazione di materiali ascrivibili ad un ampio orizzonte cronologico (da età tardo arcaica fino al periodo imperiale) tra cui due frammenti anforici della metà del VI-inizi del V sec. a.C. (fig. 11), particolarmente emblematici se valutati nell’ambito delle definizioni degli assetti territoriali di confine delle due colonie limitrofe di Locri e Reggio delimitati dalla “frontiera” del Petrace. In tale contesto risulta facilmente leggibile anche la documentazione restituita dal terrazzo di Cropo, sede di un insediamento a carattere stanziale ubicato sulla parte terminale di un pianoro in una posizione liminare a controllo dalla vallata del Petrace e dei suoi affluenti.

Figura 11. Palmi. Materiale ceramico da loc. Monte Terzo a) orlo di un'anfora "ionio-massaliota"; b) fondo di un'anfora "chiota" (metà del VI-inizi V sec. a.C.)
Lo stato della ricerca sistematica avviata dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria dagli inizi degli anni ‘90, unita alla qualità delle evidenze archeologiche recuperate nel corso delle recenti indagini attivate nel territorio di Taureana, sembra indirizzare verso un sistema insediativo stanziale basato su attività economiche di tipo agro-pastorale e sull’occupazione di pianori visivamente collegati fra di loro, a dominio dell’ampio comprensorio circostante, dalla costa verso l’interno e viceversa.
L’ABITATO DEI TAUREANI: L’ETÀ ROMANA
Ubicata sul panoramico promontorio a picco sul mare già sede di un abitato stabile di età ellenistica, la Taureana romana menzionata dalle fonti letterarie (Livio, XXV, 1, 2-4; Pomponio Mela, De Chor., II 4, 67-68; Plinio, N.H. III, 71-74, Anonimo Ravennate, Cosmogr., IV 32; Guidone, Geographica, 30-32) trova una precisa rispondenza nelle strutture indagate in diversi settori del terrazzo costiero riferibili ad un esteso impianto urbano (fig. 12).

Figura 12. Taureana di Palmi. Strutture murarie romane su livelli di frequentazione di età brettia
Scandito, nel corso del II sec. a.C., da un decisivo intervento di definizione urbanistica, il centro, alleato di Roma nella guerra annibalica, dovette rivestire un importante ruolo nell’ambito delle vicende politiche coeve.
Il rinvenimento, nell’area orientale del pianoro, di un tratto di strada basolata con orientamento nord-sud, costituita da grossi blocchi di vari dimensioni (quadrangolari, rettangolari o poligonali) rifiniti su tutti i lati e parzialmente cavati in loco e di alcune strutture murarie adiacenti al fronte stradale - la cui destinazione d’uso risulta attualmente non precisabile - documenta, per i confronti pertinenti con la pavimentazione del decumanus maximus della colonia romana di Scolacium, la probabile pertinenza del tracciato ad una delle arterie principali della città (fig. 13).

Figura 13. Palmi, loc. Taureana. Strada basolata di età romana (in fase di scavo)
Alla seconda metà del I sec. a.C. si ascrive una radicale trasformazione dell’organizzazione planimetrica del settore occidentale dell’insediamento (figg. 14-15) sancita dalla costruzione o dalla definitiva monumentalizzazione dell’imponente complesso santuariale c.d. “di Donna Canfora” impiantato su una preesistente area aperta delimitata, sul lato meridionale, da una serie di ambienti messi in luce dalle recenti indagini avviate in questo settore del pianoro.

Figura 14. Palmi. Pianoro di Taureana: settore ovest. Planimetria generale. (Campagne di scavi 1995-1999)

Figura 15. Taureana di Palmi. Edificio su podio c.d. Palazzo di Donna Canfora (lato ovest)
Sorto al centro di una vasta area ipetra delimitata da una struttura tripartita (triportico) secondo modelli consueti attestati in ambienti italici coevi, l’edificio cultuale su podio si impianta su una complessa struttura di fondazione realizzata sino a grande profondità in opera caementicia per compensare il forte dislivello del banco roccioso (fig. 16).

Figura 16. Taureana di Palmi. Planimetria del complesso santuariale con ricostruzione del triportico
I dati noti consentono di ipotizzare una vitalità del centro almeno fino alla media età imperiale quando non è da escludere il probabile spostamento del nucleo principale dell’insediamento lungo la costa dove, l’indagine geo-archeologica condotta in contrada La Scala di Scinà, ha evidenziato una consistente realtà insediativa legata ad un’occupazione intensa della fascia litoranea tra I e VI d.C. (fig. 17).

Figura 17. Palmi. Contrada La Scala di Scinà. Strutture murarie e piani pavimentali ascrivibili al II-VI sec. d.C.