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Reperti nei Musei
Gioia Tauro - Possibile collocazione della città greca

GIOIA TAURO

 

Metauros (o Matauros), odierna Gioia Tauro, fu fondata nella prima metà del VII sec. a.C. dagli abitanti di Zancle (Messina), di stirpe calcidese, ma probabilmente entrò nell’orbita di Locri Epizefiri, che nel Tirreno aveva filiato le subcolonie di Medma (Rosarno) e Hipponion (Vibo Valentia). Dopo una fase di declino iniziata già nel corso del V sec. a.C., la vita riprese in età romana ma sulla costa antistante, a partire dal II sino al VI sec. d.C.
I materiali esposti nel Museo di Reggio provengono dalla necropoli arcaica, individuata presso la fascia costiera negli anni '70 - '80; le oltre 1500 sepolture presentano corredi in cui è prevalente il vasellame, per lo più da banchetto nelle deposizioni maschili, per la cosmesi in quelle femminili. Esso risulta importato da Corinto e dai centri greco-orientali, ma anche da altre colonie occidentali fondate dagli Eubei. Nella prima metà del VII sec. a.C. si affiancano a queste ceramiche altre ad impasto di fattura grossolana, prodotte da indigeni che inizialmente convissero con i nuovi arrivati, mantenendo per un certo tempo tradizioni proprie. Dal VI sec. a.C. fa la sua comparsa la ceramica a figure nere, non tanto quella di importazione dall’Attica quanto quella «calcidese», prodotta in ambito coloniale con ogni probabilità a Reggio.
Nelle vetrine e all’esterno di esse sono presenti vasi di grandi dimensioni quali pentole da cucina globulari per la bollitura di cibi, anfore commerciali per il trasporto dell’olio e del vino, hydriai per trasportare e versare acqua, la cui presenza nella necropoli è dovuta al riutilizzo come contenitori delle ceneri dei defunti.

 

LEGENDA

1. Contrada Monacelli

2. Contrada Santa Maria

3. Necropoli arcaica

4. Insediamento romano

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