LAOS
Il sito dell’antica città di Laos, scoperta sulla collina di S. Bartolo, coincide con l’attuale frazione di Marcellina di S. Maria del Cedro. Lo storico Diodoro Siculo racconta, in un noto passo, che sulle sponde del fiume Laos, i Lucani, che già abitavano l’omonima città, combatterono contro l’esercito greco di Thurii, colonia panellenica sorta sulla più antica Sibari. Anche Strabone e Plinio ricordano come quest’area fosse un confine tra il mondo lucano e quello brettio. La città presenta uno schema urbanistico analogo a quello di Thurii.
Oggi è possibile percorrere all’interno del Parco Archeologico un settore scavato nei decenni passati.
L’abitato è organizzato da una griglia ortogonale di strade larghe, con il fondo di battuto, sulle quali si dispongono edifici pubblici e privati, serviti da vie più strette. Fra gli edifici identificati, vi è quello nel quale è stata trovata attrezzatura necessaria per il conio di monete; questo edificio è da interpretarsi come sede istituzionale del governo della città e del territorio ad esso tributario ed è costituito da ampi locali e l’accesso dalla strada tramite una rampa, con il tetto decorato da antefisse a maschera silenica.
Gli zoccoli di fondazione dei muri definiscono il perimetro di alcuni vani delle abitazioni scavate, i resti di una fornace suggeriscono l’attività artigianale della cottura del vasellame, i magazzini per derrate o ancora, alcuni tratti della cinta muraria in scaglie di pietra nera e blocchi parallelepipedi messe in luce negli anni ’30, testimoniano che la città era popolata tra la seconda metà del IV secolo e la fine del III secolo a.C.

Figura 1 - S. Maria del Cedro. Frazione di Marcellina. Ricostruzione grafica di un edificio dell'abitato lucano di Laos.
Il Parco Archeologico comunale ospita anche un Antiquarium, nel piccolo spazio espositivo di Torre Cimalonga a Scalea, che raccoglie una selezione di materiali da scavo che testimoniano la vita quotidiana dei lucani che vi abitarono.