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Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA

 

Secondo Dionigi di Alicarnasso, l’origine greca di Rhegion è collegabile a quella delle città calcidesi della Sicilia e soprattutto di Zancle (Messina) e si data agli inizi dell’VIII sec. a.C.

La forte carestia che aveva colpito i calcidesi spinse una parte di loro, consultato l’oracolo, a fare rotta verso la Calabria, e a loro si unirono i profughi messeni. Forte della posizione di controllo su una delle principali vie commerciali dell’epoca, Reggio raggiunse il suo massimo splendore e la sua massima potenza tra il VI e il V sec. a.C., estendendo il suo territorio sul Tirreno fino ai confini di Locri, Medma (Rosarno) e Hipponion (Vibo Valentia), e nella fascia ionica da capo Heracleion (Capo Spartivento) e capo Leucopetra.

Dopo la conquista persiana della Ionia e la sconfitta di Sybaris, la preoccupazione dei reggini salì provocando un indebolimento e una conquista della città da parte di Anassilao che estese il suo dominio sullo stretto facendo di Scilla una fortezza navale. Dopo la sua morte e quando i figli furono esiliati, nella guerra del Peloponneso Rhegion parteggiò per Atene; quando Atene e Siracusa si scontrarono, Rhegion, in un primo tempo, rimase neutrale ma poi entrò in lotta con Dionisio di Siracusa per contrastarne le mire ambiziose. Dopo la sconfitta sull’Ellèporo, nel 386 a.C., fu presa durante un assedio e distrutta.

Fu poi restaurata da Dionisio il Grande con il nome di Febea e ne vennero ricostruite le mura.

Dopo il 280 a.C., si alleò con i Romani che le inviarono un presidio di quattromila uomini che in seguito si impadronirono della città.

In età imperiale ebbe il nome di  Rhegium Iulium, conservò la lingua greca e, grazie alla sua favorevole posizione, non decadde come altre città del Mezzogiorno.

Reggio, fin dal V sec. a.C., fu dotata di una potente cinta muraria, costruita con mattone crudo e poi ristrutturata nel IV e nel III sec. a.C. con tecnica isodoma di blocchi di calcare. Sul versante marittimo è da collocare il porto antico, anche se non si sa molto della sua articolazione; il porto è stato localizzato nei pressi della spiaggia di Calamizzi.

Nell’area dell’attuale Piazza Italia, in pieno centro cittadino, si ubicava il centro pubblico della città greca e poi di quella romana; tra i molti rinvenimenti sono emerse fondazioni di un edificio di culto di età greca sotto il palazzo della Prefettura. Di carattere pubblico era l’edificio, di età ellenistica (metà IV sec. a.C.), individuato nel settore nord-occidentale della città, in prossimità di via XXIV Maggio. L’edificio, secondo Orsi che ne fu il primo scopritore, era un odeion, secondo altri un teatro o un odeion con funzioni di ekklesiasterion, dove si riuniva l’ekklesia della città in occasione della sosta di Timoleonte a Reggio nel 344 a.C.

Esistono testimonianze riferibili ad una colonia greca: un muro in opera quadrata, databile tra il V e il IV sec. a.C., interpretato come un’opera di terrazzamento del tempio che, secondo il mito, Oreste dedicò ad Artemide, e che lo storico Tucidite ricorda come sito nel quale gli Ateniesi sostarono durante la spedizione in Sicilia nel 415 a.C.

Numerose sono anche le aree di necropoli  relative sia alla città greca che a quella romana. Nei pressi dell’odierna Piazza De Nava, sono state rinvenute molte tombe ellenistiche venute alla luce in occasione della costruzione del Museo Nazionale.

L’importantissimo Museo Archeologico Nazionale, sede della Sovrintendenza Archeologica regionale, è uno dei più importanti d’Italia, custodisce reperti reggini e calabresi unici, tra i quali quelli più noti sono i Bronzi di Riace, la testa del Filosofo e le importanti pinakes locresi.

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