La zona pedemontana che circonda la piana di Sibari, comprende Amendolara, Broglio di Trebisacce, Francavilla e poi a sud est, Serra Castello, Rossano e Castiglione Paludi, inoltre tutte le vie fluviali che permettono il passaggio tra lo Ionio e il Tirreno, nella parte settentrionale della Calabria, convergono sulla zona dominata da Torre Mordillo. La strategica posizione di Torre Mordillo viene soprattutto valorizzata nel IV e III sec. a.C. e, mentre Thurii continuava la localizzazione costiera che era stata di Sibari, l’entroterra era frequentato da Lucani e Bretti che effettuavano scorrerie contro le città italiote. Torre Mordillo viene dunque fortificata con una cinta muraria che la chiude interamente, rafforzata da una grossa piazzaforte che costituisce una sorta di mastio sulla punta orientale, rivolta alla pianura costiera. Questa fortificazione costituisce una delle principali fonti di conoscenza per l’architettura militare in Italia meridionale durante il periodo ellenistico; con molta probabilità, la cinta muraria fu progettata e realizzata dai Thurini.
Sulla parte che delimita a sud la piana di Sibari, sorge il paese di Rossano. Qui, all’inizio di questo secolo, fu rinvenuta una sepoltura che risale alla metà del V sec. a.C. Del corredo si è conservato uno specchio in bronzo, che rappresenta una figura femminile stante con le braccia alzate a sorreggere il disco, la cui faccia posteriore è incisa con motivi ornamentali. Lo specchio di Rossano è molto importante perché documenta una frequentazione durante il periodo compreso tra la distruzione di Sibari (510 a.C.) e la fondazione di Thurii (444/3 a.C.).
Lungo la valle del torrente Coserie è posta la collina di Castiglione di Paludi.
Al periodo del IV e del III secolo a.C., appartengono le documentazioni relative a fortificazioni di mura. Un teatro, ricavato in parte da una costa rocciosa, si conserva a margine del pianoro centrale; la struttura teatrale aveva funzione di accogliere le assemblee istituzionali del cantone. L’insieme del teatro, degli edifici, del terrazzamento, risalenti al IV-III sec. a.C., costituisce il cuore dell’insediamento brettio. Altro monumento importante è la porta orientale di Castiglione Paludi; la tecnica costruttiva consisteva nell'utilizzare grossi blocchi parallelepipedi di calcare locale, seguendo le regole dell’architettura militare greca del IV sec. a.C.
Il polo principale è quello di Sibari; Sybaris fu la più antica colonia achea sul tratto di costa ionica, fondata, secondo Scimno di Chio, nel 720 a.C., mentre, secondo Tucidide, nel 708 a.C. E’ invece più probabile che sia stata fondata dagli achei verso la metà dell’VIII sec. a.C., con abitanti di Trezene. Secondo fonti greche e latine sorgeva tra i fiumi Crathis (odierno Crati) e Sybaris (odierno Coscile), i quali allora sfociavano separatamente nello Ionio. Secondo Diodoro Siculo, la città concesse la cittadinanza a quanti la richiedevano e perciò ben presto crebbe enormemente divenendo, dopo Taranto, la più ricca e grande delle colonie greche in Calabria, con 100.000 abitanti, 510 ettari di territorio abitato e 10 km di mura. Nel VI sec. a.C., divenne infatti potente e ricca prendendo possesso di un lungo tratto di costa tirrenica attraverso i valichi dell’Appennino fondandovi le colonie di Poseidonia, Scidro e Laos.
Le monete coniate da Sibari furono le prime in Magna Grecia, grazie alla disponibilità di argento che si cavava dalla Sila. La causa della rovina della città fu proprio il suo splendore, infatti gli abitanti, peccando di orgoglio, provocarono l'ira degli dèi, che ne decretarono la fine. Secondo Erodoto, infatti, Crotone sconfisse Sibari e, successivamente, deviando il corso del fiume Crati sulla città, la cancellò definitivamente. Dai Sibariti superstiti ripartì la costruzione della città e, sotto il governo di Pericle, fu fondata nel 444-443 a.C. Thurii. Il piano regolatore di questa città fu progettato dal celebre architetto Ippodamo di Mileto. La città divenne ben presto sede di retori e sofisti e diede la cittadinanza anche allo storico Erodoto che partecipò anche alla sua fondazione.
Dall’inizio del III sec. a.C., Thurii entrò in rapporti con Roma; il 205 a.C., che segnò la fine della seconda guerra punica, decretò anche la decadenza di Thurii.
Nel 194 a.C. fu dedotta dai Romani una colonia di nome Copia-Thurii. Le fonti non riportano testimonianza della fine di Copia, ma dai ritrovamenti archeologici dal VI sec. a.C., il sito risulta abbandonato. Il problema sull’ubicazione di Sibari è stato sempre il tormento per gli studiosi e intorno ad essa si crearono leggende, fino alla sua scoperta che si verificò nel 1931 ad opera di U. Zanotti Bianco e grazie ai lavori di bonifica sulla piana sibarita.
Si parte dall’ area dello "Stombi", dove si trovano i resti di un quartiere periferico di Sibari dei sec. VII e VI a.C. con case, impianti e fornaci per la produzione di ceramica. Durante gli scavi fatti al "Parco degli Stombi", è stata rinvenuta una statuetta di una divinità, oggi conservata nel Museo della Sibaritide, che probabilmente si identifica con Atena, la quale regge due capri per i posteriori, rappresentati nel moto istantaneo del salto.
Dopo circa 2 km, si prosegue verso l’area del "Parco del Cavallo" (estesa per quasi 50 ettari) a cui appartengono prevalentemente resti di epoca romana. Si continua verso il cantiere di "Prolungamento Strada" e poi del "Lungo Muro", per finire al cantiere di "Casa Bianca".