Nel territorio crotonese vanno menzionati alcuni siti significativi dal punto di vista archeologico come Le Castelle, Capo Rizzuto, Capo Cìmiti, S. Anna di Cutro, Scandale, Cotronei, Capo Colonna e infine Crotone.
Nel sito di Le Castella, nel comune di Isola Capo Rizzuto, si conserva un muro di epoca greca, lungo circa 30 metri e alto circa 3 metri, individuato nelle fondamenta del Castello aragonese. Il muro è costituito da blocchi squadrati in arenaria ed è datato alla fine del IV-inizio III sec. a.C.
Si hanno notizie sporadiche sul ritrovamento di tre tombe con corredo greco in località Campolongo. Percorrendo la statale da Isola Capo Rizzuto a S. Anna di Cutro, presso la base aerea NATO, si trova un’area importante dal punto di vista archeologico, in quanto parte essenziale della chora crotoniate. Le ricognizioni e gli scavi archeologici hanno permesso di riconoscere un sistema di insediamenti rurali greci, composti da fattorie, piccole necropoli e fornaci, che si datano tra la fine del VI e tutto il IV sec. a.C.
A tre km a nord-ovest della città di Crotone, si trova Scandale dove si ha notizia di materiale votivo arcaico ed ellenistico relativo a microceramica di IV sec. a.C., rinvenuto in località Giammiglione e appartenente alla stipe di un santuario; in seguito, all’inizio del secolo, Paolo Orsi segnalò il ritrovamento di terracotte appartenenti ad un deposito votivo ellenistico (IV-III sec a.C.). Attraverso le fonti letterarie e i dati archeologici si attesta che il territorio di Crotone, soprattutto tra il IV e il III sec. a.C., fu interessato da un insediamento stabile delle popolazioni brettie.
Cotronei si trova invece ad ovest di Crotone. A Cotronei si segnala il corredo di un guerriero che venne sepolto a Rivioti con resti di un cinturone e di una corazza di bronzo, relativi all’epoca brettia.
Certamente il luogo di culto di maggiore attrazione è, fin dall’età arcaica, il tempio di Hera Lacinia a Capo Colonna, sul Promontorio del Lacinio; è il maggiore dei templi greci, eretto nel V sec. a.C.
Si tratta di un tempio dorico esastilo (con sei colonne sulla fronte), del quale oggi è visibile un’unica colonna e si sono recuperati i resti della decorazione figurata: figure di cavalli databili alla prima metà del V sec. a.C., e una serie di oggetti e statuette recanti il nome della dea. Negli ultimi anni è stato individuato un secondo edificio di costruzione più antica (inizi del IV sec. a.C.), dove è stato portato alla luce il cosiddetto "tesoro di Hera Lacinia", una preziosa raccolta di doni votivi di diverso materiale: oro, bronzo, terracotta, provenienti sia da città magno-greche che dalle città dell’Asia Minore.
Tra gli eccezionali ritrovamenti, il pezzo più importante è il prestigioso diadema-corona (metà VI-V sec. a.C.).
Crotone sorge nel sito di Cròton, famosa città magno greca, colonia achea fondata verso il 710 a.C. Secondo lo storico Diodoro, due sono i miti che avvolgono la nascita di questa città, il primo spiega l’origine del nome: Kroton, figlio di Lakinios, fu ucciso per errore dal semidio Eracle, quest’ultimo, addolorato, eresse un monumento in onore del defunto e predisse uno splendido avvenire alla città che ne avrebbe preso il nome. Il secondo ricorda che l’ecista acheo Myskellios ebbe dall’oracolo di Delfi l’indicazione di “belle pianure” da ricercare vicino Capo Lacinio e la sacra Crimisa, per individuare il luogo dove fondare la polis. Crotone, sita su una fertile pianura dal clima mite, è ricordata anche per i suoi atleti invincibili, l’atleta più celebre fu Milone, del quale si narrano prove leggendarie.
L’atletica promosse anche la medicina, e il più rinomato dei medici crotoniati fu Democede, fiorito nella seconda metà del VI sec. a.C.
Crotone si affermò tra le città della Magna Grecia grazie alle sue guerre vittoriose. Nel tentativo di espandersi a sud, Cròton mosse guerra contro Locri Epizefiri nel 560 a.C., ma i Locresi, con l’aiuto di Sparta, riportarono una grande vittoria all’altezza del fiume Sagra (da identificare con l’attuale fiume Torbido, presso Gioiosa Ionica, o con la fiumara di Allaro, più a nord). Poco dopo, nel 532 a.C. circa, si stabiliva a Cròton, Pitagora di Samo, il quale predicava il rispetto alle leggi e alla religione, per questo un gruppo di aristocratici cittadini governarono per un periodo la città con rigida disciplina. Scoppiò nel frattempo la guerra tra Cròton e Sybaris, che segnò la sconfitta della seconda. Poco dopo però il partito democratico prevalse su quello dei pitagorici. Da quel momento Cròton fu coinvolta da lotte interne per un quarto di secolo, ma nonostante ciò accrebbe il suo prestigio nei commerci tanto da superare anche la città di Taranto. Nel 445-4 a.C. circa, agevolò la fondazione di Thoùrioi, di cui fu alleata. Nel 389 Dionisio di Siracusa assalì Caulonia, e Dionisio successivamente si impadronì di Cròton che occupò per 12 anni. Nel 299 a.C., Cròton fu presa da Agatocle, subì poi gravissimi danni durante le guerre di Pirro, finchè nel 277 a.C. fu conquistata dai Romani. Da allora iniziò il suo periodo di decadenza.
Analizzando le varie aree archeologiche di Crotone, quelle che hanno restituito maggiori informazioni sono quelle della collina del Castello e il Fosso Pignataro, caratterizzate da unità abitative autonome intervallate da due strade ampie circa 5 m. Anche in loc. "G.V. Gravina-Pignara", si segnala la presenza di un complesso abitativo delimitato da due ambitus rispettivamente sui lati nord ed est, orientato perpendicolarmente all’asse viario (primi decenni del IV sec. a.C.).
Le indagini intraprese nel 1986 nell’area della "Banca Popolare Cooperativa", indagata dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, documentano un’imponente trasformazione in atto nella polis tra IV e III secolo a.C.
Nella zona adiacente all’odierno "Campo sportivo", meglio nota come area delle "Cooperative", sono stati condotti scavi a partire dagli anni '70, che hanno portato alla luce un centinaio di anfore di vario tipo del IV sec. a.C.; si registra inoltre la presenza di fornaci attive dal VI sec. a.C. al IV sec. a.C.
In località "Vigna Nuova", sono stati messi in luce una porzione dell’antica cinta muraria della polis greca; la struttura difensiva si caratterizza per la presenza di un emplecton formato da tegole e pietre compresse con argilla e permette di datare la struttura entro la metà del IV sec. a.C.
Ubicata sul fianco della collina di Vigna Nuova, nelle vicinanze delle mura, è situata un’area sacra di cui è ancora evidente parte di un edificio di forma quadrangolare, in uso dalla prima metà del VI fino all’ultimo trentennio del IV sec. a.C.
All’interno del Museo archeologico, sito in via Risorgimento, è oggi visibile materiale archeologico raccolto negli scavi urbani effettuati a Capo Colonna e nell’area dell’antica Croton, che oggi si rivela più estesa della città moderna.