Costeggiando il litorale ionico tra Copanello e Catanzaro lido si arriva a Squillace.
L’antico centro di Skylletion fu fondato, secondo il mito, dall’ateniese Menesteo o addirittura da Ulisse naufrago su quelle coste. E’ invece molto probabile che fosse stato fondato dai Crotonesi per esigenze strategiche: l’ubicazione, infatti, permetteva di presidiare il punto più stretto di tutta la Calabria posto tra due golfi, lo Skylletikòs da un lato e il Lametikòs dall’altro, allo sbocco della via di attraversamento dell’istmo catanzarese. Il controllo era essenziale, considerate le mire espansionistiche della rivale Locri.
In età ellenistica, la particolare posizione dell’insediamento non sfuggì a Dionisio I di Siracusa il quale, nel 387 a.C., propose di sbarrare l’istmo con una grande muraglia, per ostruire il passo all’espansione lucana ed agevolare il controllo sulle città greche. Il progetto, rimasto tale, fu poi ripreso da Crasso nel I sec. a.C. per bloccare, lungo l’asse meridionale, Spartaco ed i suoi uomini armati ed impedire loro ogni possibilità di rifornimento. Dopo il passaggio di Annibale e la defezione dei Brettii, che determinarono il tramonto dei centri italioti dell’istmo catanzarese, il periodo di massimo splendore del sito risale al momento della deduzione della colonia romana di Minervia Scolacium ad opera di Gracco, nel 123-122 a.C. Fondamentale, per la vita del nuovo insediamento, fu l’esigenza di spazi comunitari aperti (Foro), di edifici per i culti ufficiali della colonia (Capitolium) e per l’amministrazione pubblica (Curia), articolati sul nuovo reticolo viario con orientamento NO-SE, costituito da assi stradali ortogonali (decumanus maximus).
Nel periodo imperiale (epoca giulio-claudia), la città raggiunse un grande splendore, che accrebbe anche sotto l’imperatore Nerva che promosse la rifondazione della colonia di Minervia Nervia Augusta Scolacium. Durante questo periodo si promuovono interventi edilizi come la cavea del teatro, parte della decorazione architettonica della scaenae frons, l’originario impianto del Capitolium e delle cosiddette "terme del Vescovo".
Purtroppo non sono molte le notizie riguardanti i limiti della polis greca di Skylletion a causa della sovrapposizione della colonia romana anche se la fondazione, a sud del Corace, di un nucleo insediativo di età greca, trovi ormai forti conferme nella documentazione materiale di età tardo-arcaica. Rimangono pochi frammenti vascolari decorati a figure nere (fine VI sec. a.C.) e grandi frammenti di vasi di produzione italiota a figure rosse (IV-III sec. a.C.). Da menzionare anche le tracce di fattorie dislocate sulle alture attorno al Corace e lungo la linea di costa in direzione di Crotone, che confermano il buon livello di vita del centro ionico attivo tra il IV ed il III secolo a.C.
Il museo archeologico di Skylletion-Scolacium è situato entro l’area dell’antica Skylletion-Scolacium sistemata a Parco Archeologico. Il museo è ricco di testimonianze, ben conservate, di edifici, soprattutto di età romana.
A circa 17 km da Catanzaro si giunge a Tiriolo, una cittadina già esistente nel V sec. a.C. anche se di questo insediamento non restano tracce. Nei sec. IV-III a.C. fiorì, sotto la dominazione dei Brettii, un centro noto come Ager Teuranus, formato da più nuclei sparsi per le dorsali situate intorno al paese. I principali scavi si sono concentrati nel vallone di Donnu Pietru. Alcune delle poche testimonianze edilizie sono conservate nel Museo provinciale di Catanzaro e nell’ Antiquarium comunale in viale Pitagora. All’interno dell’Antiquarium si raccolgono manufatti litici provenienti dalle grotte del monte Tiriolo di età neolitica e, in località Donnu Pietru, oggetti della facies brettia (IV-III sec. a.C.): terracotte architettoniche, ceramiche, antefisse, statuette votive in bronzo raffiguranti Hermes e Selene, monete, epigrafi, una laminetta di piombo con iscrizione greca e numerosi armi.