TORRE GALLI
La necropoli di Torre Galli scavata da Paolo Orsi nel 1912, si estende a nord e ad est in una posizione strategica ad oltre 600m dal porto di Tropea.
Sono state messe in luce circa 600 tombe a fossa rettangolare, con le pareti rivestite da uno o due filari di ciottolosi granitici. Le sepolture sono disposte in fila e non sembrano appartenere a nuclei familiari che hanno caratterizzato le tombe protostoriche. Le deposizioni funebri, sempre individuali, sono ad inumazione distesa: si conosce solo un caso di incinerazione, i cui resti cremati con il corredo sono stati deposti non in un ossario ma sul fondo delle fossa. In un altro caso di rito ibrido, gli oggetti del corredo erano disposti come se nella fossa ci fosse stata una inumazione distesa ed invece c’era soltanto un mucchietto di ceneri all’altezza del petto. Dalla presenza di impronte di tessuto su oggetti metallici, si comprende che i defunti venivano deposti nella tomba con le loro vesti. Il vasellame ceramico, piuttosto abbondante, forma spesso dei veri e propri “servizi” e comprende: tazze con ansa bifora conformata superiormente a “posa-pollice”, scodelle ad orlo rientrante, vasetti a barchetta, brocche, orioli, askòi, ancorette, olle biconiche con due anse orizzontali; la decorazione è per lo più a scanalature oblique o verticali, e bugne, ma non di rado anche incisa a pettine con motivi a meandro, a svastica, a denti di lupo. Manca la ceramica figulina mentre è attestato vasellame in lamina bronzea, rappresentato da coppe a calotta sferica. All’interno delle tombe maschili sono presenti due tipi di armamento: una lancia, e una combinazione di una spada corta in bronzo o in ferro con impugnatura T rivestita di osso o di avorio e con fodero di lamina bronzea riccamente decorato a incisione, e di due cuspidi appartenenti una ad una lancia e l’altra ad un giavellotto indossati rispettivamente sull’ avambraccio e sulla gamba destra, in lamina bronzea sbalzata.
Nei corredi femminili, si trovano servizi per la filatura, costituiti da fusaiola e rocchetti, accompagnati da coltellini in bronzo o in ferro. Nelle “parures”, riscontriamo la presenza di fibule ad arco ingrossato, a cui erano appese spesso anelli concentrici, braccialetti, collane di verga ritorta con estremità revolute, collane formate da vaghe di ambra, vetro, e scarabei certamente importati dal mediterraneo orientale. Si riscontrano monili d’oro: armillette, spiratine a molla, dischetti a spirale. E’ indubbio che ci troviamo di fronte ad una comunità contraddistinta da differenze sociali.