CURINGA – CATANZARO
Un’attenta esplorazione lungo la piana costiera del territorio comunale di Curinga ha consentito di individuare in località Piani un villaggio di età neolitica. Sulla base della concentrazione di frammenti di intonaco e di ceramiche è stato possibile localizzare circa quaranta capanne da riferire ad un unico e contemporaneo abitato o, forse, ad una fattoria ricostruita durante le varie fasi di vita del villaggio. L’occupazione più o meno stabile dell’insediamento è documentata anche dal casuale ritrovamento di manufatti litici e frammenti ceramici della prima metà del IV o forse del V millennio a.C. La ceramica riflette, per forma e decorazioni, strette analogie con quella restituita da numerose stazioni della cultura di Stentinello in Sicilia; il suo ritrovamento in Calabria consente di stabilire l’esistenza di stretti rapporti fra le culture neolitiche delle due regioni. I venticinque vasi individuati si distinguono in due categorie. Quelli in ceramica grossolana, dalle forme aperte e con pareti spesse, sono decorati con semplici motivi impressi con il dito, con l’unghia o con uno strumento a punta; la levigatura e la lucidatura è, di solito, limitata alle pareti interne per renderle impermeabili. L’altro gruppo di vasi a forme chiuse, pareti sottili e levigate, si caratterizza per l’uso di ceramica fine e di una complessa decorazione stampigliata.
L’industria litica è caratterizzata dalla presenza di 124 pezzi tra lame e schegge di ossidiana proveniente dall’isola di Lipari.
Dall’insediamento di Piani di Curinga derivano le principali informazioni relative ai frequenti scambi commerciali tra le Isole Eolie ed i siti neolitici posti lungo le coste della Calabria settentrionale-tirrenica che si distinguono per la costante associazione di ceramica stentinelliana e ricchi giacimenti di ossidiana. Indagini archeologiche hanno suggerito di localizzare lungo l’istmo di Catanzaro, la via più breve tra il Tirreno e lo Ionio, alcuni centri di smistamento ed antichi empori del prezioso materiale. Dalle Isole Eolie, cioè, l’ossidiana giungeva lungo le coste occidentali della Calabria tirrenica e da qui, attraverso la Puglia, si dirigeva verso le regioni adriatiche.