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FAVELLA DELLA CORTE - CORIGLIANO

Nel territorio comunale di Corigliano in località Favella della Corte, lungo il corso del Coscile, è stato individuato un villaggio  databile nella primissima fase del Neolitico (circa 6.000 anni fa). Si tratta dell’unico insediamento neolitico all’aperto indagato estensivamente nella Calabria settentrionale. L’area dell’abitato neolitico antico, di cui sono state indiziate recentemente dodici strutture abitative, si estendeva  nella parte settentrionale del terrazzo per circa 2,5 ettari. Le capanne del villaggio di Favella  erano caratterizzate da un insieme di fosse scavate per cavarne il materiale da costruzione necessario per l’intonacatura delle pareti. Le impronte conservate sugli intonaci indicano che tale operazione veniva effettuata “a crudo”. Successivamente, quando le capanne non erano più in uso, queste cavità  furono adoperate come scarico di rifiuti.

I primi agricoltori  del villaggio usavano un tipo di ceramica che è  stata denominata “impressa” dalla tecnica con cui veniva decorata. Alcune forme limitate di vasi (orci, fiaschi, ciotole), cioè, venivano ornati con motivi semplici, premendo con l’unghia sull’ argilla cruda e pizzicandola con i polpastrelli del pollice e dell’indice o imprimendo l’orlo di una specie di conchiglia denominata Cardium edulis. Questa tecnica consentiva di ottenere delle linee ondulate che ricoprivano tutta  la superficie del vaso. È probabile che questo tipo di  ceramica, caratteristica del momento iniziale della diffusione dell’agricoltura sulle coste adriatiche, sia giunta nella Calabria nord-orientale attraverso le coste ioniche della Puglia e della Basilicata.

La fine dell’età Neolitica è documentata da una serie di ritrovamenti in una zona del pianoro di Favella  contigua a quella frequentata durante il Neolitico antico. In questa area è stato rinvenuto un particolare tipo di ceramica, privo di ornamentazioni dipinte, ma caratterizzato da speciali anse “ a rocchetto”. Questo stile è denominato Diana-Masseria Bellavista dal nome di due località, rispettivamente nelle Isole Eolie ed in Puglia, dove per primo è stato individuato.

Recenti indagini archeologiche (2001) hanno consentito di intercettare strutture in concotto  riferibili a sistemi di cottura tipo forni a semicupola databili alla metà del VI millennio a.C. Mentre nell’area orientale dell’ insediamento è stata individuata ed esplorata una capanna con muri in ciottoli riferibili  alla successiva fase di frequentazione del sito nel Neolitico recente. Tra  le ultime novità restituite dal sito di Favella merita di essere menzionata una serie di frammenti di statuette fittili femminili che sono riconducibili ad uno schema unitario di figura femminile seduta o stante con enfatizzazione dei caratteri sessuali.

La presenza di resti ceramici di alcune fra le più importanti “culture” neolitiche ed il rinvenimento di preziosi manufatti in ossidiana consente di localizzare nel villaggio di Favella della Corte, stazione di arrivo del percorso istmico che collegava l’approdo di Praia a Mare e la vallata del fiume Lao sul Tirreno alla piana di Sibari sul versante ionico, un fondamentale punto di snodo dei traffici commerciali che interessarono, in età neolitica, una vasta area dell’ Italia Meridionale.

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