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TEMESA

 

Incerta è la localizzazione di questa colonia magnogreca, che ebbe grande importanza di ordine economico nel mondo antico. Quasi tutti i ricercatori sono concordi nel collocarla nel golfo di S.Eufemia, nei pressi della foce del fiume Savuto dove è stato rinvenuto qualche frammento arcaico e dove ricerche e scavi condotti di recente sembrano dare maggiore credito a questa ipotesi. L’antica  Temesa o Temsa è ricordata nel primo libro dell’ Odissea come luogo in cui il signore di Tafi, Mente, si reca per “prender bronzo”, in cambio di “ferro lucente”. La notizia è confermata da Strabone che parla dell’esistenza in questa località di un heroon di Polites, uno dei compagni di Ulisse; lo stesso parla di una fondazione da parte degli Ausoni prima e degli Etoli poi. Le fonti antiche narrano infatti che gli abitanti di Temesa avevano ucciso Polites e che la sua ombra, terrorizzando con le sue apparizioni l’intera città, impose, per essere placata, il tributo annuale di una vergine. Il rito si compiva da lungo tempo, finché Eutimo di Locri, vincitore ad Olimpia nel primo quarto del V secolo, sconfisse lo spietato fantasma e liberò la città. Anche Pausania parla di Temesa e di un dipinto che la riguardava e che era custodito ad Olimpia: la pittura raffigurava, secondo alcuni archeologi recenti, le personificazioni della città stessa, dei fiumi Sybaris e Calabro, della fonte Lyke e del fantasma stesso. Comunque, di tutto ciò si è molto discusso: probabilmente il dato che si può ricavare  è che, a un certo punto, Temesa viene liberata dai Locresi, forse dai tributi dovuti a Crotone. Solino attribuisce, in maniera generica, la fondazione di Temesa agli Ioni, ma è difficile determinare quali essi fossero; Licofrone, nell’Alessandra, la attribuisce invece ai Focidesi. La Tabula Peutingeriana segna la località di Temesa a 14 miglia a nord del fiume Tanno, identificato con il Savuto. Il VI sec. a.C. sembra essere stato caratterizzato da una situazione di controllo politico-commerciale sibarita del centro indigeno. Dopo la caduta di Sibari nel 510 a.C., la città entrò nell’orbita crotoniate, come attestano le emissioni monetali a doppia legenda. Si tratta di tardi incusi della fine del VI secolo e di esemplari a doppio rilievo della prima metà del V; essi presentano al diritto il tripode crotoniate e al rovescio un elmo corinzio con la legenda TEM. Successivamente, la stabilizzazione di Terina sembra aver comportato un sensibile indebolimento di Temesa, come attesterebbero le modificazioni di volume delle monete coniate. Negli stessi anni in cui i Sibariti riuscivano a rifondare una nuova Sibari (453 a.C.), approfittando della lotta civile in atto a Crotone, anche Temesa mostra di essersi resa del tutto indipendente da Crotone, come si deduce dalla monetazione della metà del secolo. Anche Temesa dovette poi far parte di quella Lega italiota che, stando a Diodoro, si costituì nel 393 a.C., col proposito di contrastare l’avanzata dei Lucani e la politica espansionistica del tiranno siracusano Dionisio I. Occupata dai Brettii nel IV sec. a.C., è probabile che il centro antico sopravviva, nella nuova organizzazione politica brettia, con il nome di Noukria; nel 194 a.C. divenne colonia romana per poi scomparire in età altomedievale. 

 

FONTI LETTERARIE 

Diodoro, XIV 91.
Licofrone, Alex., vv. 1067 ss.
Livio, XXXIV 45, 1-5.
Omero, Odissea, I 184.
Pausania, VI 6, 7-11.
Plinio il Vecchio, N.H., III 72.
Solino, II 10.
Strabone, VI 1, 5 C 255.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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AA. VV., Megale Hellas. Storia e civiltà della Magna Grecia, a cura di G. Pugliese Carratelli Milano 1983.

AA. VV., Magna Grecia I. Il Mediterraneo, le metripoleis e la fondazione delle colonie, a cura di G. Pugliese Caratelli, Milano 1985.

AA. VV., Magna Grecia II. Lo sviluppo politico, sociale ed economico, a cura di G. Pugliese Carratelli, Milano 1987.

AA. VV., Storia della Calabria antica I. La Calabria antica, a cura di S. Settis, Roma-Reggio Calabria, Gangemi 1987.

AA. VV., Storia della Calabria II. Età italica e romana, a cura di S. Settis, Roma-Reggio Calabria, 1994.

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J. Berard  La Magna Grecia, Torino 1963.

E.M. De Juliis, Magna Grecia. L'Italia meridionale dalle origine leggendarie alla conquista romana, Bari 1996.

G. De Sensi Sestito,  La Calabria in età arcaica e classica. Storia, economia, società, Roma-Reggio Calabria 1984.

C.M Kraay, Archaic and Classical Greek Coins, London 1976.

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P. Zancani Montuoro, Dov'era Temesa?, "Rend Napoli", 1969-1970, pp. 3-14.

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