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PETELIA

 

La fondazione di Petelia, localizzata nel territorio dell’attuale Strongoli, nei pressi di Crotone, è legata alla figura mitica di Filottete, a cui la tradizione attribuisce la nascita di questa colonia. Il mito narra infatti che Filottete partì per la guerra di Troia ma, ferito da un serpente durante il viaggio, venne abbandonato a Lemno. Ma i suoi compagni furono costretti a riprenderlo con loro e, dopo aver contribuito all’uccisione di Paride, a guerra finita si ritirò in Calabria dove fondò la città di Petelia. Anche Strabone collega la fondazione di Petelia con la figura di Filottete che, a suo dire, in quegli stessi luoghi fondò pure l’antica Crimisa, localizzata nell’attuale territorio di Cirò presso il promontorio di Punta Alice. Virgilio, nel III libro dell’Eneide, definisce Petelia “la piccola città di Filottete, sovrano melibeo”. Poche sono le notizie che ci sono pervenute sulla storia di Petelia. Certo è che, intorno al VI sec. a.C., Petelia dovette raggiungere un certo grado di sviluppo, se attirò le attenzioni della più forte e potente Crotone, di cui divenne sub-colonia. Il nome di Petelia compare poi nuovamente durante l’epoca dell’espansionismo dei Lucani, intorno al 380 a.C., tanto che Strabone la definisce “città metropoli dei Lucani”, dicendo che fino ai suoi tempi essa si presentava abbastanza popolata. Diodoro la definisce una città “ricca”, narrando dell’insuccesso dei Turini che nel 389 a.C. tentarono invano di conquistare. Passata successivamente in mano ai Brettii, la città finì sotto il dominio romano al pari di tutte le altre città della Magna Grecia. Petelia dimostrò una grande fedeltà nei confronti di Roma, tanto che solo essa osò restare al fianco dei Romani contro Annibale. Durante l’assedio dei Cartaginesi, che fu guidato dal prefetto Imilcone e durò ben undici mesi, gli abitanti di Petelia diedero grandi attestazioni di valore, tanto che la gloriosa resistenza della città fu paragonata da Silio Italico a quella di Sagunto. Ma il valore dimostrato dalla città non servì ad evitare la sua capitolazione. Stando a Livio, nel 208 a.C. Annibale fa appostare, sotto il colle di Petelia, tremila cavalieri e duemila fanti che tendono un’imboscata ai Romani, uccidendone la maggior parte. Finita la seconda guerra punica, Roma ricompensò i circa 800 superstiti Petelini consentendo loro di rientrare nella loro città, che fu dichiarata libera e federata dei Romani. Il nome di Petelia compare poi nella lista dei centri percorsi dall’ambasceria di Delfi agli inizi del II sec. a.C. (SGDI, 2580). Per quanto concerne la monetazione, le emissioni di Petelia si sono registrate nell’arco di due secoli, dal 280 all’89 a.C., quando la città si trasformò in municipium.

 

FONTI LETTERARIE

Diodoro, XIV 101.
Livio, XXIII 20, 4-10; XXIII 30, 1-5; XXVII 26, 3-6.
Petronio, Satyr., 141.
Silio Italico, XII, 431-433.
Strabone, VI 1, 3 C 254.
Valerio Massimo, VI 6, 20 Ext. 2.
Virgilio, Aen., III, vv. 648-649.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

AA.VV., Megale Hellas. Storia e civiltà della Magna Grecia, a cura di G. Pugliese Carratelli, Milano 1983.

AA.VV., Magna Grecia I. Il Mediterraneo, le metropoleis e la fondazione delle colonie, a cura di G. Pugliese Carratelli, Milano 1985.

AA.VV., Magna Grecia II. Lo sviluppo politico, sociale ed economico, a cura di G. Pugliese Carratelli, Milano 1987.

AA.VV., Storia della Calabria antica I. La Calabria antica, a cura di S. Settis, Roma-Reggio Calabria, 1987.

AA.VV., Storia della Calabria antica II. Età italica e romana, a cura di S. Settis, Roma-Reggio Calabria, 1994.

J. Berard, La Magna Grecia, Torino 1963.

E.M. De Juliis, Magna Grecia. L’Italia meridionale dalle origini leggendarie alla conquista romana, Bari 1996.

G. De Sensi Sestito, La Calabria in età arcaica e classica. Storia, economia, società, Roma-Reggio Calabria 1984.

M. Intrieri, Petelia fra tradizione mitica e documentazione storica, “Misc.StudiStoriciDipart.Univ.Calabria”, VII, 1989, pp. 11-33.

S. Luppino, Strabone VI, 1, 3: i Lucani a Petelia, “ASCL”, XLVII, 1980, pp. 37-48.

H. Philipp, s.v. Petelia, “RE”, XIX, 1, 1937, cc. 1125-1126.

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