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METAPONTO

 

Anche per Metaponto, come per le altre città magnogreche, la tradizione letteraria ricordava una prima fondazione greca di età eroica. Secondo Strabone, la città sarebbe stata in origine colonizzata da Nestore e dai suoi compagni di Pilo al ritorno della guerra di Troia. E a conferma di una tale fondazione si portava l’esistenza, presso i Metapontini, del culto funerario in onore dei discendenti di Neleo, padre di Nestore. Nello stesso passo Strabone cita poi Antioco di Siracusa, secondo cui il sito antico abbandonato fu ricolonizzato dagli Achei, chiamati dai Sibariti per impedire che i Tarantini occupassero quel fertile territorio. Ai nuovi arrivati si sarebbe imposta una scelta fra la Siritide e il Metapontino; i Sibariti avrebbero convinto gli Achei ad insediarsi a Metaponto, da cui avrebbero potuto controllare anche la Siritide ed impedire l’espansione dei Tarantini loro confinanti. Incerta è la data di fondazione di Metaponto: l’unica data che la tradizione scritta ci conserva è quella di Eusebio, del 773-772 a.C., assolutamente inaccettabile. Gli studiosi recenti collocano tale fondazione intorno al 630 a.C. circa, sulla base dei dati scaturiti dalle ricerche archeologiche. Strabone, citando Eforo, narra che l’ecista di Metaponto sarebbe stato Daulio tiranno di Crisa, la città vicina a Delfi. Subito dopo, però, Strabone riporta un’altra tradizione, secondo cui l’ecista sarebbe stato Leucippo, che peraltro compare su una serie di monete metapontine della seconda metà del IV secolo recanti l’iscrizione “Leukippos”. Per quanto concerne il nome della colonia “Metapontos”, gli autori antichi lo facevano derivare da un eroe eponimo, Metapontos o Metabos; secondo Antioco la città si sarebbe chiamata in origine Metabon. Sin dall’inizio Metaponto dovette esser stata una ricca colonia agricola e assai popolata, favorita dalla sua posizione geografica tra le foci dei due fiumi, il Basento e il Bradano. Ciò è testimoniato, peraltro, dall’emblema cittadino, una spiga d’oro, presente su tutte le  sue monete e dalla notizia di Strabone della consacrazione a Delfi di un “raccolto d’oro”. Su un’altra serie di monete è attestata poi una speciale venerazione del dio fluviale Acheloo, simbolo delle acque benefiche e salubri per l’agro metapontino. La più antica vicenda storica che riguarda la città di Metaponto è l’episodio della distruzione della vicina Siri. Stando a Trogo-Giustino, le tre città achee, Metaponto, Sibari e Crotone decisero di cacciare dall’Italia tutti quei Greci non appartenenti al loro stesso gruppo etnico, prendendo Siri e compiendovi una strage sacrilega. E sembra proprio che l’interesse maggiore in questa guerra l’abbia dimostrato Metaponto, che in tal modo avrebbe potuto impossessarsi di gran parte del fertile territorio della Siritide. Incerta è la cronologia di questa guerra contro Siri che, comunque, può essere collocata nel secondo venticinquennio del VI secolo. La città subì poi l’influenza di Crotone quando questa prevalse su Sibari nel 510 a.C. e, poco dopo, ospitò Pitagora bandito da Crotone, assumendo quindi notevole rilievo come punto di diffusione delle dottrine pitagoriche. Durante la spedizione ateniese in Sicilia nel 415 a.C. la città parteggiò per Atene, alla quale, stando a Tucidide, offrì aiuti militari, senza però riuscire a liberarsi del predominio di Taranto, con la quale era in continuo contrasto. Dopo la guerra di Pirro, Metaponto si alleò con i Romani, ma durante la seconda guerra punica passò dalla parte di Annibale insieme ad Eraclea e a Turi (210 a.C.). La città fu poi ripresa dai Romani e divenne città federata e, dopo la guerra sociale, fu creata municipio. In età imperiale Metaponto aveva ormai perduto ogni importanza.


FONTI LETTERARIE 

Antioco, apud Strabone, VI 1, 15; fr. 12 Jacoby.
Eforo, apud Strabone, VI 1, 15; fr. 141, II, Jacoby.
Eusebio, Chron. Arm., sub Ol. 1.
Giustino, XII 2, 12; XX 2.
Licofrone, Alex., v. 989.
Porfirio, VP, 56.
Pseudo-Scimno, vv. 326-29.
Strabone, VI 1, 15 C 264-265.
Tucidide, VII 35, 5.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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