TECA DI ZEUS OLIMPIO
Nel 1958, in un settore di Locri poco distante dal teatro, fu rinvenuta una grande teca in pietra, una sorta di cassaforte contenente 37 tabelle di bronzo su cui erano registrate le somme di denaro prestate alla città dal santuario di Zeus Olimpio. Dunque la teca era stata predisposta in un’area di pertinenza a tale santuario, al quale forse apparteneva anche il tempio di casa Marafioti, che sorgeva 100 m a monte.
Scavi degli anni ’90 hanno portato alla luce, accanto alla teca, alcuni pithoi, grossi contenitori per derrate alimentari posti sotto il piano di calpestio, a dimostrazione che quell’area non era adibita al culto ma all’amministrazione finanziaria delle proprietà del santuario. Nel terreno di riempimento delle fosse contenenti la teca ed i pithoi sono emersi frammenti ceramici databili non oltre all’inizio del V secolo a.C., il che significa che la teca custodì, prima delle tabelle bronzee collocate più di un secolo dopo, altri beni preziosi non meglio specificabili.
Le recenti indagini archeologiche, oltre a far emergere una ricca tomba indigena del IX secolo a.C., hanno permesso di stabilire che l’area, frequentata già nel VII secolo a.C., svolse una funzione connessa al santuario almeno dal VI sino al II secolo a.C.