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Magna Graecia

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L'IMPIANTO URBANISTICO

Come nella maggior parte delle colonie della Magna Grecia, anche a Locri la necessità di assegnare ai coloni dei lotti omogenei di terreno per costruirvi le loro case fu soddisfatta da un'organizzazione pianificata dello spazio urbano, ottenuta tracciando una serie di allineamenti paralleli, rettilinei e a distanza costante, scanditi da allinemeamenti ortogonali con analoghe caratteristiche.
La presenza a Locri di una vasta area pianeggiante estesa dai piedi delle colline sino al mare facilitò la realizzazione del reticolo stradale conseguente a tale pianificazione: venne tracciata una fitta serie di strade strette (stenopoi, circa 4-4,50 m di larghezza), disposte da monte verso valle per facilitare lo scorrimento delle acque, le quali vennero fatte intersecare ortogonalmente con un numero molto minore di larghe strade (plateiai, circa 14 m di larghezza), a grande distanza l'una dall'altra. Gli isolati così ottenuti (circa 27,5-28 m di larghezza, 110 m di lunghezza) furono spesso ulteriormente scanditi in senso longitudinale da vicoletti (ambitus), funzionali al defluvio delle acque di sgrondo dei tetti delle case.
L'organizzazione urbana dovette venire ideata e realizzata in un momento non molto lontano dall'arrivo dei coloni locresi sul sito: per l’abitato di Centocamere, il maggiormente indagato, è attestato un impianto attorno alla metà del VI secolo a.C. Essa fu mantenuta per secoli senza alterazioni o occupazioni abusive di suolo pubblico, il che non significa che furono talvolta necessarie delle varianti mano a mano che avveniva l’occupazione dell’area  urbana: ad esempio a Centocamere, il settore parallelo alle mura di cinta, inizialmente lasciato libero, fu poi organizzato in isolati irregolari in quanto scanditi da strade non sempre orogonali e rettilinee.

Le strade. Erano realizzate in modo semplice con gettate di sabbia e ghiaia miste a frammenti ceramici che facilitavano l’assorbimento delle acque piovane. Lo smaltimento delle acque era assicurato da canalizzazioni in laterizio.


Le plateiai. La principale plateia è stata intercettata in loc. Centocamere: essa procede con andamento rettilineo quasi parallela alla linea di costa, andando a sfociare ad est nella porta di Parapezza, in prossimità del santuario di Marasà, fungendo dunque da collegamento tra un’area densamente abitata con una delle aree sacre più importanti e con le necropoli esterne alle mura.
Ai piedi delle colline, l’odierna strada del Dromo (nome di origine greca, da dromos = percorso) ripercorre probabilmente un’altra plateia, che rappresentava la cerniera fra la zona pianeggiante fittamente abitata e la zona precollinare, cuore della città, e collinare, ove sorgevano importanti santuari, mettendo oltre tutto in comunicazione con un’area nord-orientale extramuraria occupata da un’importante necropoli.
Una plateia da monte verso valle potrebbe corrispondere all’attuale strada campestre che dal Dromo si snoda lungo il settore romano della città, sfociando tra Centocamere e Marasà Sud; essa fungeva da collegamento fra la zona centrale della città e la spiaggia con la zona degli approdi, uscendo dalle mura in corrispondenza della "porta di Afrodite".

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