GROTTA CARUSO
La grotta Caruso si apriva alla base del ripido pendio esterno alla cinta muraria prospiciente il vallone Caruso Polisą, e fu scoperto e scavato nel 1940 da Paolo Enrico Arias. Grazie alla presenza di una sorgente d'acqua, lanfratto naturale divenne, fin dal VI secolo a.C. sede di un luogo di culto, che ebbe la sua massima fioritura a partire dalla seconda metą del IV secolo a.C. e per tutta l'etą ellenistica. In questepoca la sorgente venne monumentalizzata con la creazione di un bacino artificiale, dotato di scala di accesso e di canalizzazione per il convoglio delle acque. Anche l'ingresso della grotta dovette ricevere una sistemazione architettonica a pił riprese, come testimonia il rinvenimento di antefisse di diversa datazione.
Le numerosissime terracotte recuperate nel deposito votivo permettono di stabilire come nel santuario di grotta Caruso fossero venerate le ninfe protettrici della sorgente, insieme alle divinitą della natura appartenenti alla cerchia di Dioniso, ma anche ad Afrodite, secondo una religiositą popolare legata al mondo pastorale e contadino analoga a quella che trovņ espressione nei santuari situati nelle grotte alle pendici dell'Acropoli di Atene.