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CASA MARAFIOTI

 

Il tempio di Casa Marafioti, così denominato per via del Casino settecentesco costruitovi parzialmente al di sopra, sorgeva al centro della città di Locri, in una collina dominante l'area pubblica (con il teatro e l’agorà) e la zona pianeggiante dell'abitato, oltre che il tratto orientale delle mura di cinta ed il territorio che si estendeva fuori di questa. E' possibile che tale tempio facesse parte di un santuario molto esteso, che inglobava più di 100 m a valle l'area della teca dell'archivio di Zeus Olimpio, articolandosi su terrazze raccordate da rampe come famosi santuari greci quali quello di Apollo a Delfi. Se così fosse, il tempio risulterebbe dedicato a Zeus, venerato a Locri come protettore della città.
Con una campagna di scavo condotta nel 1910, P. Orsi individuò quanto rimaneva delle fondazioni dopo le secolari e sistematiche spoliazioni, talvolta addirittura le sole impronte in negativo delle trincee scavate per realizzarle. I dati raccolti da Orsi, congiuntamente a quelli offerti da campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza alla fine degli anni ‘90, hanno permesso di ricostruire un tempio largo circa 20 m, lungo probabilmente il doppio e dotato di peristasi, cioè circondato su tutti e quattro i lati da un colonnato, forse raddoppiato sui lati brevi.
Il rinvenimento di resti dei capitelli e dell’epistilio ha, invece, permesso di stabilire come fosse stato utilizzato lo stile dorico, anche se interpretato con originalità, e di circoscrivere la data della costruzione del tempio dopo la metà del VI secolo a.C.
Consistenti sono i documenti relativi ad un rifacimento della parte alta dell'edificio avvenuta nell’ultimo quarto del V secolo a.C., rappresentati da terrecotte architettoniche con ricca decorazione a rilievo e vivace policromia, oggi ricomposte presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria. In questa stessa sede museale è esposta la grande statua in terracotta di un giovane cavaliere sostenuto da sfinge, rinvenuta in minutissimi frammenti dopo la rovinosa caduta dalla sua sede originaria, il vertice del tetto sul lato Ovest.
Il tempio subì un rovinoso incendio del tetto tra la fine del III e l’inizio del II secolo a.C., ma fu probabilmente restaurato ed utilizzato almeno fino alla prima età imperiale.
 

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