L'AGORA'
L’area che si estende nel settore orientale della fascia centrale dell’area urbana locrese, ai piedi e sulle pendici dell’altura di Cusemi, nell’attuale contrada Pirettina, presenta una fitta concentrazione di alcuni edifici pubblici, sacri e civili, che, sebbene non tutti coevi, testimoniano l’importanza di tale zona per la città antica. Non a caso l’altura di Cusemi è stata identificata con il colle Esopis citato dalle fonti, su cui i coloni locresi stabilirono la loro sede definitiva dopo la breve sosta iniziale al Capo Zefirio. E’ possibile che dalla sommità tabulare di Cusemi avesse inizio l’acropoli, come fa pensare un lungo muro di demarcazione fra l’area a valle, sede di abitato e delle attività pubbliche, e l’area a monte, con santuari e strutture difensive. Cerniera fra questi settori urbani era la grande strada (plateia) parallela alla linea di costa, oggi ricalcata dal percorso del Dromo ai piedi delle colline.
Tutta questa serie di constatazioni fa supporre che non lontano da quest’area sorgesse l’agorà, la piazza, finora non individuata a causa della presenza di edifici moderni e di intense coltivazioni che impediscono le ricerche.
L’agorà era il cuore di tutte le città greche e svolgeva molteplici funzioni, commerciali, associative, politiche. Sede del mercato cui affluivano prodotti locali e importati, era punto d’incontro degli uomini d’affari; luogo pubblico per eccellenza, ospitava gli edifici funzionali alle attività politiche; centro ideale della polis, ospitava i monumenti simboli della collettività e gli edifici sacri alle divinità protettrici delle istituzioni politiche.
E’ possibile che la piazza di Locri comprendesse strutture che rispondessero a queste esigenze, ma non il teatro, usato, oltre che per gli spettacoli, per le assemblee politiche, il quale sorge in una concavità naturale fra il santuario di casa Marafioti, al di sopra, e l’abitato, al di sotto, in una posizione, dunque, con certezza slegata all’agorà.